L’insuccesso scolastico attraverso i dati INVALSI

Attraverso gli Editoriali di INVALSIopen pubblicati nei mesi scorsi abbiamo cercato di delineare un percorso di riflessione sul delicato tema della dispersione scolastica e sulle sue implicazioni per lo sviluppo sociale. In questo itinerario, compiuto attraverso la lettura dei dati INVALSI, abbiamo messo in luce un problema non sempre evidente, ma molto presente nella nostra scuola: la dispersione implicita. Proviamo a vedere la situazione nel suo insieme con l’aiuto di un’immagine.

L'insuccesso scolastico attraverso i dati INVALSI

L’aspetto più noto della dispersione è quello esplicito, cioè l’abbandono anticipato degli studi nel quale gli studenti tra i 18 e i 24 anni possiedono al massimo un titolo di scuola superiore di primo grado o una qualifica di durata non superiore ai 2 anni.

La dispersione implicita è forse meno evidente, ma i suoi effetti a livello individuale e collettivo sono tutt’altro che irrilevanti.

I dispersi impliciti sono coloro che, anche se conseguono il diploma superiore, non possiedono però le competenze adeguate per affrontare in maniera agevole la vita adulta.

Se gli studenti al termine della scuola superiore non raggiungono il livello minimo di competenza previsto per loro e si attestano sui livelli di chi esce dalla scuola media, è come se non avessero portato a termine il loro percorso di studi e si fossero fermati alla fase precedente.

I risultati delle Rilevazioni nazionali, cioè i livelli di apprendimento conseguiti messi in relazione con gli obiettivi stabiliti dalle Indicazioni nazionali, ci dicono che la dispersione scolastica implicita è un problema che riguarda 1 ragazzo su 5.

È facile prevedere che questi ragazzi potranno incontrare difficoltà a inserirsi proficuamente nella società, poiché carenti in quelle competenze fondamentali per affrontare le diverse situazioni di vita e di lavoro.

Guardando invece le numerosità di alunni che non svolgono le Prove all’ultimo anno di scuola superiore e dei quali quindi si sono perse le tracce, scopriamo che questi provengono prevalentemente da un contesto socio-economico e culturale svantaggiato

Quindi se le Istituzioni possono prefigurare azioni di intervento mirate per il recupero dei dispersi espliciti in quanto ben identificabili nelle statistiche, i dispersi impliciti restano invisibili se non ci si avvale di strumenti come le Prove INVALSI.

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