I risultati dell’Indagine IEA ICCS 2016

La seconda edizione dell’Indagine ICCS – International Civic and Citizenship Education Study promossa dalla IEA si è svolta nel 2016. Dai risultati emerge che il livello medio di conoscenza civica degli studenti italiani è superiore alla media internazionale.

I risultati dell’Indagine IEA ICCS 2016

L’Indagine IEA ICCS 2016 ha coinvolto circa 3.800 dirigenti scolastici, 37.000 insegnanti e più di 94.000 studenti di 23 Paesi e della regione tedesca Nord Reno – Vestfalia. Il campione italiano è costituito da circa 3.500 studenti di terza media.

Queste cifre rendono l’edizione 2016 della International Civic and Citizenship Education Study lo studio internazionale più ampio mai condotto sull’educazione civica e alla cittadinanza. Vediamo insieme le principali evidenze emerse dalla ricerca.

I livelli di conoscenza civica

La conoscenza civica può essere descritta attraverso quattro livelli di complessità crescente. Il livello più elevato è indicato con la lettera A, mentre il livello più basso corrisponde alla lettera D:

  • Livello A – gli studenti dimostrano una conoscenza e una comprensione olistica dei concetti civici e di cittadinanza e dimostrano una certa prospettiva critica
  • Livello B – gli studenti dimostrano di possedere conoscenze e comprensione specifiche delle istituzioni, dei sistemi e dei concetti civici e di cittadinanza più diffusi
  • Livello C – gli studenti hanno acquisito i principi fondamentali e i concetti più ampi che sottendono le dimensioni civiche e di cittadinanza
  • Livello D – gli studenti dimostrano familiarità con contenuti espliciti e concreti e con esempi relativi a caratteristiche base della democrazia

Il punteggio dei ragazzi italiani va da 375 a 655 punti, con un punteggio medio di 524, significativamente sopra la media internazionale.

Il 99% dei nostri studenti raggiunge almeno il livello minimo di competenza D, più del 70% fanno parte dei due livelli più elevati:

  • Livello A – 34,9%
  • Livello B – 36,1%
  • Livello C – 21,5%
  • Livello D – 6,5%

La differenza tra il punteggio medio del 2016 e quello di 531 misurato nell’edizione 2009 non risulta statisticamente significativa.

A livello regionale, il Nord Est con 546 punti e il Nord Ovest con 536 punti si collocano significativamente sopra la media nazionale, mentre il Sud e il Sud e Isole – rispettivamente 506 e 503 punti – si posizionano al di sotto. Il risultato del Centro, 528 punti, è in linea con la media nazionale.

I punteggi medi dei Paesi partecipanti variano da 381 a 586. Gli studenti che raggiungono livelli più alti sono quelli di Danimarca, Taipei Cinese, Svezia e Finlandia che ottengono rispettivamente i punteggi di 586, 581, 579 e 577.

A livello internazionale le femmine ottengono risultati statisticamente migliori dei maschi: il loro punteggio medio è di 530, quello dei loro coetanei è invece di 505.

In Italia il punteggio delle ragazze è di 535, i ragazzi raggiungono 515 di media.

Altre evidenze dal Rapporto ICCS 2016

Oltre ai dati sulla conoscenza civica, provenienti dall’analisi dei risultati della prova cognitiva svolta dagli studenti, altre informazioni emergono dai questionari somministrati a studenti, insegnanti e dirigenti scolastici.

L’impegno civico degli studenti

Le due fonti di informazione più rilevanti ai fini del coinvolgimento dei giovani in temi di carattere politico e sociale sono l’informazione televisiva e il confronto con i genitori.

Il 61% degli studenti italiani dichiarano di parlare con i genitori di quello che succede negli altri Paesi, quindi con una frequenza maggiore rispetto alla media internazionale che è del 46%.

Gli atteggiamenti degli studenti rispetto alla democrazia

Una serie di domande ha chiesto agli studenti di indicare cosa è positivo o negativo per la democrazia. Nelle risposte si notano grandi variazioni tra i Paesi partecipanti.

In Italia il fatto che i leader politici garantiscano lavoro nella pubblica amministrazione ai propri familiari è considerato positivo per la democrazia da quasi un terzo degli studenti.

Nella media ICCS, il 35% degli studenti considerano un male per la democrazia che un governo influenzi le decisioni dei tribunali; questa percentuale in Italia sale al 48%.

Le differenze tra chi ritiene sia positivo o negativo per la democrazia che la polizia possa trattenere senza processo chi è sospettato di minacciare la sicurezza nazionale risultano meno nette. Il 30% di studenti a livello internazionale, e il 29% in Italia, lo ritengono positivo. Il 33%, e il 38% in Italia, lo ritengono invece negativo.

Nella maggior parte dei Paesi gli studenti dicono di avere fiducia nel governo, nel parlamento e nei tribunali in misura maggiore rispetto al 2009. In Italia, invece, si assiste ad un andamento opposto: i nostri studenti dichiarano di fidarsi meno del governo e del parlamento rispetto al 2009.

Sia coloro che asseriscono di essere più interessati alle tematiche politiche e sociali sia chi ha un più elevato livello di conoscenze civiche risultano essere maggiormente favorevoli verso la parità di genere e verso l’uguaglianza dei diritti per tutti i gruppi etnici e razziali.

Il contesto scolastico

Dalla ricerca emerge che a livello internazionale gli studenti prediligono un clima di classe in cui sia favorito il confronto su tematiche politiche e sociali.

Passando all’opinione dei docenti, i docenti che si occupano dell’insegnamento dell’educazione civica e alla cittadinanza dichiarano di sentirsi molto preparati a insegnare tali argomenti, nonostante le modalità didattiche relative a questa disciplina siano molto differenti nei Paesi partecipanti.

In Italia si passa dal 96% degli insegnanti che dichiarano di sentirsi abbastanza o molto preparati in diritti umani, fino al 72% degli insegnanti che dichiarano di sentirsi abbastanza o molto preparati per insegnare un uso responsabile di internet.

Il questionario europeo

L’obiettivo del questionario europeo era studiare le percezioni e gli atteggiamenti degli studenti rispetto a questioni civiche e politiche proprie dell’Europa.

Come nel 2009, la maggior parte degli studenti dei Paesi europei partecipanti all’indagine, compresi gli studenti italiani, dimostrano di avere un forte senso della loro identità europea.

Riguardo la libertà di movimento dei cittadini europei all’interno dell’Europa per ragioni lavorative sono state create due scale, una relativa alla libertà di circolazione e l’altra relativa alle limitazioni a tale libertà.

Le analisi condotte su queste due scale in associazione con altre variabili mettono in evidenza risultati differenti e con un’alta variabilità tra i Paesi.

Per quanto concerne l’Italia, gli studenti italiani con alti livelli di conoscenze civiche tendono a essere lievemente più favorevoli alla libertà di circolazione, quelli con bassi livelli di conoscenze civiche sono invece più favorevoli all’introduzione di limitazioni a tale libertà.

In precedenza abbiamo visto come i risultati conseguiti dagli alunni italiani alla prova cognitiva nel 2016 siano superiori alla media internazionale e in linea con quelli italiani del 2009. Questo anche grazie al lavoro integrato di tutti i docenti che, oltre a insegnare le discipline di propria pertinenza, promuovono l’acquisizione delle competenze civiche.

Con la reintroduzione dal 2019 dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole italiane è auspicabile che nella prossima edizione 2022 di IEA ICCS i livelli di competenza civica saranno ancora maggiori di quelli attuali.

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