Gianni Rodari e la cultura della Lettura

Lo scrittore italiano per l’infanzia avrebbe compiuto 100 anni nel 2020.
La sua immaginazione, le favole e i versi che ha prodotto sono senza tempo. Per questo guidano ancora oggi i bambini alla Lettura, uno strumento di crescita e di libertà.

Gianni Rodari e la cultura della lettura

Nel 2020 si celebrano i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari.

È un’occasione non solo per ricordare uno tra i più creativi scrittori italiani, ma anche per continuare a parlare di Lettura come strumento per l’apprendimento e la crescita.

Gianni Rodari è stato infatti tra i più noti autori che si sono dedicati all’infanzia, vincitore nel 1970 del prestigioso Premio Hans Christian Andersen, il più alto riconoscimento internazionale assegnato a letterati e illustratori per bambini.

Dalla sua fantasia sono nati racconti e favole poetici, ancora oggi attuali, che sanno parlare ai bambini della vita e del valore dell’educazione con un linguaggio appropriato e ricco di immaginazione. 

Gianni Rodari, lo scrittore dei bambini

Rodari nasce a Omegna nel 1920.

Dopo il diploma magistrale, si dedica all’attività di maestro di scuola elementare, esperienza che lascerà il segno su tutta la sua opera artistica e giornalistica.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale ha diverse collaborazioni con quotidiani e periodici come L’Unità, il Pioniere e Paese Sera, in cui si rivolge direttamente al bambino-lettore con strumenti linguistici innovativi.

Sono esempi noti della sua carriera giornalistica la rubrica ideata per l’Unità e intitolata La domenica dei Piccoli, un vero laboratorio per molte delle sue opere letterarie future.

L’Angolo di Gianni Rodari è lo spazio curato sul Pioniere, il periodico per ragazzi a cui collabora per diversi anni a Roma, in cui affronta con i più giovani i grandi temi dell’umanità, come l’inclusione, la guerra e l’analfabetismo.

In parallelo si dedica alla vera e propria letteratura per bambini, una ricca produzione tra prosa e poesia in cui fa tesoro anche dei tanti incontri avuti nelle scuole con insegnanti, genitori e alunni.

Libri come la Grammatica della fantasia, Le avventure di Cipollino, Favole al telefono, Il libro degli errori sono ancora oggi un riferimento per il mondo dell’educazione alla Lettura, per la letteratura dedicata all’infanzia e per la lingua italiana nel suo complesso.

Infografica: Gianni Rodari - Nove modi per insegnare ai bambini a odiare la lettura
Una infografica tratta dai 9 modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura, un articolo di Gianni Rodari apparso nel 1964 sul Giornale dei Genitori e poi confluito nel libro Scuola di fantasia [Editori Riuniti, 1992]. Fonte: 100giannirodari.com

Un secolo con Gianni Rodari

A 100 anni dalla nascita e 40 dalla morte di Giampiccolo, uno degli pseudonimi utilizzati dallo scrittore, sono tante le iniziative programmate per celebrarlo.

Alcune sono state rimandate a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19. Ma il lockdown non ha impedito, anzi ha agevolato anche con l’aiuto del digitale, la riscoperta delle sue favole senza tempo.

Ad esempio, RaiPlay Radio ha proposto a puntate, proprio durante la chiusura delle scuole, Le parole della fantasia. Si tratta di registrazioni originali di una serie di incontri che Gianni Rodari tenne, tra il 6 e il 10 marzo 1972, con insegnanti delle scuole dell’infanzia, elementari e medie del Comune di Reggio Emilia.  

Sempre su RaiPlay, si possono ascoltare anche Le Favole al telefono lette dall’attrice Manuela Mandracchia. I podcast sono disponibili qui.

Leggere, uno strumento per la crescita

Seguire la lezione di Gianni Rodari significa pensare al bambino come a un lettore alla pari di un adulto, per dignità e sensibilità culturale.

Significa anche riconoscere nella Lettura una delle competenze più importanti per i bambini, per il suo ruolo nei processi di apprendimento anche di altre competenze e nella crescita stessa dell’individuo.

Trasmettere fin dall’infanzia la passione per i libri e l’educazione alla Lettura sono strumenti per l’inclusione, per lo sviluppo della persona e della creatività, per la partecipazione alla società.

È quindi un buon risultato quello che emerge dai dati dell’ultima indagine IEA PIRLS: i bambini italiani ottengono punteggi in lettura superiori alla media dei Paesi UE e OCSE.

È uno stimolo come comunità umana e scientifica a proseguire anche nella ricerca sui processi di comprensione nella Lettura.

La ricerca dell’INVALSI, come anche le indagini internazionali come PISA e PIRLS, hanno tra gli obiettivi proprio il monitoraggio della literacy in Lettura. Permettono di conoscere sempre meglio cosa significa leggere, le prassi didattiche e i processi cognitivi attivati.

Per quanto riguarda la ricerca internazionale, possiamo citare ad esempio il lavoro di Maryanne Wolf, neuroscienziata dell’Università della California, che ha dedicato la sua vita di studiosa a come stanno cambiando i meccanismi della Lettura con l’avvento dell’era digitale e della lettura veloce.

“Tutti gli usi della parola a tutti” mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.

Gianni Rodari

Il nostro cervello, spiega la Professoressa, si adatta continuamente stimolato dalla Lettura. È quindi molto importante individuare nuove vie di alfabetizzazione alla lettura profonda che sappiano formare i nativi digitali alla reale comprensione dei testi

L’impatto della Lettura sull’apprendimento, ci conferma la neuroscienza, è dunque fortissimo.

Le implicazioni sono anche sulle altre literacy e sulle cosiddette competenze di cittadinanza, quelle cioè che ci indirizzano alla comprensione del mondo e alla partecipazione alla società.

Come ha scritto Gianni Rodari nella sua Lettera ai bambini: Bambini, imparate a fare le cose difficili.

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