Come si misurano i divari nelle competenze?

Il compito principale dell’INVALSI è misurare i livelli di competenze degli studenti italiani per fornire alla Scuola informazioni utili a comprendere meglio e a migliorare il sistema scolastico.
Partendo quindi dalla lettura dei dati INVALSI si può lavorare per rendere la scuola più equa, favorendo la riduzione dei divari tra gli studenti.
Ma come si misurano i divari nelle competenze?

Come si misurano i divari nelle competenze

Le Prove INVALSI ci forniscono ogni anno numerose informazioni sul nostro sistema scolastico con due tipi di indagine: una censuaria e una campionaria.

I risultati delle Prove INVALSI però non possono dirci tutto. Combinandoli con altri dati provenienti da indagini diverse, di università ed enti di ricerca nazionali ed internazionali, si può tuttavia arrivare a una conoscenza ancora migliore dei fenomeni che riguardano la scuola, arricchendo ciò che sappiamo di questo universo così composito e centrale per la società.

Un’analisi più approfondita da parte degli esperti della valutazione può farci comprendere meglio ad esempio quali possono essere le cause dei divari nelle competenze degli studenti, così da poter progettare soluzioni per attenuarli.

Esaminiamo quali sono le principali variabili che entrano in gioco in una ricerca valutativa.

Le risorse finanziarie

Il denaro non fa la felicità, ma può influire sulla qualità dell’istruzione. Maggiori risorse corrispondono a maggiori opportunità, per cui in una ricerca valutativa vanno necessariamente analizzate le risorse finanziarie a disposizione.

Nel considerare le risorse economiche che vengono investite per ciascun alunno, bisogna tenere presente che la nostra spesa nazionale non è costante. Quando si valuta la ricchezza delle nostre scuole occorre poi fare attenzione a come questa è distribuita sul nostro territorio.

Ma determinare la spesa per studente a livello regionale non è semplice in quanto questo valore è influenzato da molti parametri. Ci sono voci di spesa che non sono a carico dello Stato o della regione, ma dei singoli comuni: la distribuzione di questi fondi può creare importanti dislivelli tra scuole che operano nello stesso territorio.

Sulla gestione economica intervengono poi anche altri fattori che possono determinare una disparità di investimento sul singolo studente: la diversa distribuzione dei tipi di istituti, l’anzianità del corpo docente e la tipologia contrattuale di questi ultimi, che costituiscono l’80% della spesa effettuata a livello nazionale.

In Italia quindi si osservano differenze tra le varie regioni e al loro interno si osserva una ulteriore variabilità.

I fattori di contesto

Un altro aspetto da valutare durante il processo di ricerca sono i fattori di contesto

Quelli che più spesso vengono presi in considerazione sono il retroterra familiare in cui vivono e crescono gli studenti: cioè i fattori economici, sociali e culturali del luogo di origine.

Oltre al reddito è importante considerare il livello medio di istruzione dei genitori degli alunni.

Un altro aspetto che viene preso in esame è la presenza di immigrati, una popolazione della quale si analizzano le caratteristiche in base anche alla loro provenienza.

Poi ci sono fattori che influiscono a livello più macroscopico sul territorio di riferimento:

  • il PIL pro capite
  • il tasso di disoccupazione
  • il grado di criminalità e altri fenomeni di devianza
  • l’ampiezza dei comuni
  • la posizione della scuola – se ha sede in zone urbanizzate, di montagna, litoranee o anche in aree interne del Paese

Tutti questi elementi ci permettono di delineare il capitale culturale degli studenti, cioè l’eredità culturale – un insieme di conoscenze, di valori e di atteggiamenti nei riguardi della cultura – trasmessa loro dalle famiglie.

I fattori di agenzia

Dopo i fattori di contesto, sono da verificare i cosiddetti fattori di agenzia, cioè il ruolo della scuola e dei suoi principali attori protagonisti.

A influire sui divari di competenze ci sono i fattori interni. Questi riguardano le condizioni che intervengono sul lavoro di insegnanti e dirigenti: la stabilità del ruolo, l’età anagrafica e l’anzianità in servizio, il percorso formativo, la partecipazione a corsi di aggiornamento e il tasso di assenza.

Bisogna poi misurare i fattori esterni, cioè le relazioni della scuola con l’esterno.

Le capacità di collaborazione delle scuole si attua nel dialogo con gli enti locali, con il mondo dell’associazionismo e del volontariato, con le famiglie e può essere molto diversa da scuola a scuola.

La capacità della scuola di relazionarsi con i propri shareholder è importante perché è un buon indicatore del grado di autonomia dal contesto: maggiore è la capacità di relazionarsi con ciò che è esterno, maggiore è la capacità di contrastare i condizionamenti esterni che influiscono sugli studenti.

I Dati INVALSI per la ricerca

Per cercare di ridurre i divari nelle competenze si può quindi agire a diversi livelli. Consideriamo qui il livello accademico e quello di singola scuola.

Il primo è di tipo accademico, i ricercatori e gli enti che si occupano di ricerca valutativa possono partire dai dati emersi dalle Rilevazioni INVALSI. Questi possono essere richiesti all’Istituto che li fornisce in forma anonima per le modalità di ricerca.

La ricerca fornisce elementi di valutazione al Ministero e ai decisori politici per migliorare il sistema scolastico.

Il secondo livello di intervento è più legato all’esperienza diretta e forse per questo meno rigoroso, ma non è meno efficace.

Prendendo a riferimento i dati del Rapporto INVALSI i dirigenti scolastici possono riflettere sui risultati ottenuti nella propria scuola e verificare l’efficacia delle strategie organizzative e didattiche utilizzate.

Le Prove nazionali sono quindi solo il primo step del processo di miglioramento della scuola: integrando i dati INVALSI con quanto emerge da altre ricerche e con una più attenta conoscenza del contesto si ha realmente la possibilità di progettare interventi per ridurre i divari nelle competenze degli studenti, con una ricaduta sul benessere individuale e collettivo della quale indubbiamente si avverte l’esigenza.


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