La scuola in un campione

È possibile estendere a tutta la popolazione scolastica i risultati che si misurano solo su una parte di questa? Basta un campione per conoscere una realtà ampia e complessa come è la scuola, per descriverla e capirla davvero andando oltre i confini delle conoscenze e delle convinzioni personali? 

Studenti davanti ai computer

Un’indagine scientifica è la migliore via possibile per dare risposta a queste domande che legittimamente può porsi chi a vario titolo è attento ai problemi e alle possibilità di sviluppo di un asse portante per la società come è la scuola.

Ed è quanto fa ogni anno nella scuola e per la scuola l’INVALSI attraverso la rilevazione degli esiti di apprendimento nelle classi seconde e quinte della scuola primaria (grado 2 e grado 5), nelle classi terze della secondaria di primo grado (grado 8), nelle classi seconde e finali della scuola secondaria di secondo grado (grado 10 e grado 13).

La rilevazione degli esiti di apprendimento a livello nazionale è un’indagine censuaria, ovvero riguarda tutti gli studenti di quelle stesse classi su tutto il territorio nazionale e dà una misura reale di questa popolazione.

Per avere un dettaglio di analisi elevato su una realtà che viene vista nella sua totalità ci vuole evidentemente un certo tempo. La scuola ha però bisogno anche di poter disporre di informazioni valide e attendibili in tempi rapidi per prendere decisioni e prefigurare interventi a sostegno della qualità della propria azione.

Per rispondere a questa esigenza, all’interno di un universo grande qual è il sistema scolastico l’INVALSI estrae perciò un segmento di dati più circoscritto ma certamente rappresentativo del tutto, ovvero il campione

Ma chi è il campione? 

Quando si dice campione si parla comunque di grandi numeri.

Si pensi che per la Rilevazione nazionale 2019 il campione “è costituito da 25.518 studenti di seconda primaria, 26.336 studenti di quinta primaria, 30.994 studenti di terza secondaria di primo grado, 40.645 studenti di seconda secondaria di secondo grado, 39.480 studenti di quinta secondaria di secondo grado.”

Il campione è selezionato in base a una specifica procedura statistica, cioè seguendo il metodo a due stadi. Nel primo stadio si selezionano le scuole che entreranno nel campione, nel secondo le classi delle scuole stesse ai cui studenti verranno somministrate le prove nazionali. In genere per ogni scuola scelta nel primo step vengono individuate due classi.  

Oltre al rigore della procedura di campionamento vi è un ulteriore elemento che garantisce l’attendibilità dei dati, ed è la presenza in ogni classe di un osservatore esterno durante la somministrazione, figura che invece non c’è nelle classi non campione.

Attraverso le informazioni ricavate da questo campione si ha in tempi rapidi un ritratto vero della scuola italiana, quello che ogni anno all’inizio di luglio viene presentato al Paese con il Rapporto nazionale, che delinea un profilo articolato ma complessivo dell’intero sistema scolastico. 

Il livello di dettaglio successivo, che permette a ciascuna scuola di vedere i propri risultati, è messo a disposizione con i dati censuari all’inizio di ogni anno scolastico, ovvero nel mese di settembre. 

Le scuole possono quindi non solo vedere i dati che gli appartengono, ma anche fare confronti al proprio interno e con gli altri istituti del proprio territorio o della propria regione, oltre che con i dati nazionali. 

Quale tra le due indagini è migliore?

La domanda non è affatto banale. Rimanda tuttavia a un problema inesistente e comunque mal posto.

Un’indagine si può condurre infatti con due modalità, senza che una escluda l’altra o sia più scientifica e veritiera dell’altra. Ci si può quindi fidare di un’indagine campionaria così come di una censuaria.

Per entrambe la credibilità dei dati si basa sugli scopi e gli obiettivi dell’indagine, sulla serietà metodologica di chi la svolge, sulla conoscenza a priori che si ha della popolazione, sulla dimensione del campione.

Per questo una rilevazione è il momento finale di un rigoroso percorso di preparazione, nel corso del quale gli strumenti sono costruiti, scelti e testati prima di essere proposti nelle scuole.

L’indagine campionaria non vuole ottenere dati su ogni componente della popolazione, come fa uno studio censuario,  ma dà una stima di ciò che accade nella popolazione stessa attraverso i dati forniti dal campione, che è quindi rappresentativo della popolazione da cui è estratto perché ne riproduce le caratteristiche e la rispecchia fedelmente.

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