Le buone pratiche per contrastare l’abbandono scolastico

Dalle ricerche nazionali e internazionali emergono tre principali modalità di contrasto del fenomeno dell’abbandono scolastico: la prevenzione, l’intervento e la compensazione. Vediamo in cosa consistono e dove è possibile trovare degli esempi di queste buone pratiche.

Le buone pratiche per contrastare l’abbandono scolastico

L’abbandono scolastico rientra nella più ampia cornice della dispersione scolastica.

Abbiamo già definito il fenomeno della dispersione come il risultato di una serie di fattori che hanno come conseguenza la mancata o incompleta o irregolare fruizione dei percorsi dell’istruzione da parte di ragazzi e giovani in età scolare.

Volendo distinguere tra dispersione scolastica esplicita e implicita, l’abbandono rientra nella prima di queste due categorie e consiste nell’interruzione per lo più definitiva dei corsi di istruzione.

Coloro che interrompono la propria formazione avranno successivamente difficoltà a inserirsi in maniera attiva nella società e faticheranno ad accedere al mondo del lavoro.

Le misure e le politiche contro l’abbandono

È opportuno cercare di arginare questa problematica attuando delle misure di contrasto adeguate. La letteratura scientifica ci suggerisce che le strade più efficaci sono la prevenzione, l’intervento e la compensazione.

La prevenzione

La prevenzione dell’abbandono scolastico include quelle iniziative che riguardano il miglioramento dell’insegnamento e della cura già nella prima infanzia e successivamente l’orientamento scolastico e professionale.

Le politiche di molti Paesi europei infatti prevedono investimenti consistenti nei sistemi di orientamento scolastico e professionale, per rivedere e ampliare i servizi al fine di consentire agli studenti una maggiore comprensione delle proprie attitudini, così da poter effettuare scelte consapevoli rispetto alle prospettive di formazione o di impiego.

Nelle misure preventive rientrano anche le iniziative rivolte alla prima infanzia, come ad esempio la frequenza obbligatoria a partire dai tre anni, come in Ungheria, o i piani di istruzione prescolastica come in Finlandia.

Altre politiche di prevenzione si basano sull’aumento della flessibilità – nelle tempistiche della didattica e nei piani didattici – e sulla permeabilità dei percorsi educativi, sull’introduzione di misure di discriminazione positiva– cioè la disparità di trattamento in favore di chi appartiene a una minoranza o a una categoria debole – per determinati gruppi e sull’offerta di attività extracurriculari.

L’intervento

Le misure di intervento per contrastare l’abbandono scolastico si focalizzano perlopiù sul sostegno individuale agli studenti più svantaggiati.

La maggior parte delle politiche di intervento si basano sull’identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento e agiscono con l’offerta di un sostegno mediante piani di apprendimento individuali, e/o con incentivi finanziari per le famiglie economicamente svantaggiate.

È stato dimostrato per esempio che l’offerta di sostegno linguistico agli studenti di origine straniera diminuisce il rischio di abbandono tra gli ultimi arrivati.

Si è rivelato molto utile anche il coinvolgimento diretto dei genitori.

In molti Paesi sono state introdotte delle misure per monitorare l’assenteismo dei ragazzi e nelle scuole sono state inserite figure professionali specializzate nel sostenere gli studenti negli aspetti relativi alla salute e al benessere psicologico.

La compensazione

Le misure di compensazione per ridurre l’abbandono scolastico mirano a riportare all’interno di percorsi di istruzione e formazione coloro che li hanno abbandonati precocemente, con l’obiettivo di far acquisire loro competenze fondamentali e completare l’istruzione di base.

Vi sono Paesi che offrono percorsi alternativi, attraverso l’istruzione della seconda opportunità.

In Romania, per esempio, questi percorsi vengono promossi soprattutto nelle zone rurali e in aree con ampia presenza di popolazione rom, proponendo formazione professionale, attività extracurriculari e sostegno psicopedagogico.

Le banche dati sulle buone pratiche

Nel Rapporto di ricerca FaSI – Fare Scuola Insiemevengono analizzate delle banche dati contenenti le buone pratiche contro l’abbandono scolastico basate sulle modalità di intervento precedentemente descritte.

Consultando questi archivi possiamo trovare i resoconti di progetti valutati come virtuosi perché risultati in grado di coinvolgere gli studenti, innovativi, misurabili, sostenibili e trasferibili.

Vediamo insieme le caratteristiche di queste banche dati.

La banca dati Gold di INDIRE

Il database creato da INDIRE raccoglie le esperienze realizzate nelle scuole italiane di ogni ordine e grado con lo scopo di diffondere il patrimonio di conoscenza didattica prodotto dalle scuole.

Si focalizza su diversi ambiti che spaziano dall’educazione ambientale, allo sviluppo affettivo, all’utilizzo delle nuove tecnologie e raccoglie più di 700 esperienze didattiche. Molti dei materiali proposti dalle scuole sono scaricabili.

La banca dati del progetto Patrimonio e intercultura dell’ISMU

Un altro database interessante è costituito dai lavori della Fondazione ISMU – Iniziative e Studi sulla Multietnicità sul tema dell’intercultura e dell’educazione.

Il progetto Patrimonio e intercultura costituisce un osservatorio nazionale sulle esperienze realizzate dalle istituzioni culturali, in particolare quelle museali, in partenariato con scuole, Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, enti locali, associazioni e istituti di ricerca.

L’intento è di segnalare quei progetti che si qualificano come buone pratiche per la metodologia e per i contenuti proposti, per offrire un panorama delle attività che testimoniano un impegno a rendere il patrimonio culturale maggiormente accessibile.

La banca dati sui progetti scuola in Lombardia dell’ORIM

La banca dati sui progetti scuola in Lombardia dell’ORIMOsservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità raccoglie tutti quei progetti che coinvolgono studenti di origine straniera, compresi i progetti volti a fronteggiare la dispersione e l’abbandono.

L’archivio online si compone di diverse sezioni:

  • Alunni stranieri
  • Progetti interculturali
  • Progetti territoriali
  • Strutture di accoglienza
  • Associazioni di migranti

Il progetto LOST. Dispersione scolastica

Quest’ultima fonte di informazioni sulla dispersione scolastica non è una banca dati, ma una pubblicazione dell’Indagine nazionale condotta da WeWorld Onlus, dall’Associazione Bruno Trentin e dalla Fondazione Giovanni Agnelli con la collaborazione di CSVnet.

Con LOST. Dispersione scolastica – Il costo per la collettività e il ruolo di scuole e terzo settore è stato offerto un contributo per fare chiarezza sulle dimensioni dell’abbandono della scuola ed il costo economico di questo fenomeno, che comporta importanti rischi di esclusione lavorativa e sociale.

Condividere è buona pratica

La condivisione delle esperienze didattiche e degli interventi di inclusione permette di alimentare il dialogo e il confronto tra gli insegnanti e con i ricercatori, per riuscire a rendere sempre più la Scuola un sistema aperto, capace di accogliere quelle diversità dalle quali non di rado deriva l’abbandono scolastico.

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