Educazione alla sostenibilità, un’area di apprendimento trasversale

Istruzione e Formazione sono fondamentali strumenti di trasformazione per costruire società più inclusive e resilienti. Dall’Agenda ONU 2030 alle Linee guida per l’Educazione civica del Ministero dell’Istruzione, i principali riferimenti per l’insegnamento della cultura della sostenibilità.

Educazione alla sostenibilità, un’area di apprendimento trasversale

Non c’è cambiamento più profondo di quello sostenuto attraverso l’educazione. 

E oggi che la sfida comune e globale è la transizione verso società più inclusive e resilienti è dai processi formativi che dobbiamo partire.

L’educazione non può quindi che assumere un ruolo da protagonista come strumento di trasformazione sostenibile di ambiente, economia e società.

Educare alla sostenibilità: un obiettivo globale

In molti Paesi dell’Unione Europea, l’educazione alla sostenibilità è già parte delle attività curricolari della Scuola primaria e secondaria come area di apprendimento trasversale.

In questi sistemi, l’approccio alla didattica, in tutte le discipline come la Scienza, la Geografia o la Storia, è chiamato a integrare un modo rinnovato di progettare le attività, che includa una prospettiva sostenibile e interdisciplinare

Si parla di processo di apprendimento continuo che si estende nel corso dell’esistenza e che affila i suoi strumenti fin dai primi anni di vita. 

Anche l’ONU ha posto l’educazione in primo piano come agente di cambiamento.

L’educazione di qualità costituisce infatti il quarto obiettivo dell’Agenda 2030 ONU, un vasto programma la cui realizzazione è considerata indispensabile per realizzare una società più equa, sostenibile ed inclusiva.


Obiettivo 4
Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti.

 


In particolare, il sotto-obiettivo 4.7 è dedicato all’apprendimento dello sviluppo sostenibile. Non solo come ambiente naturale da proteggere, ma come spazio culturale di diritti e cittadinanza:

Garantire che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, inclusi lo stile di vita sostenibile, i diritti umani, la parità di genere, la promozione di una cultura pacifica e non violenta, la cittadinanza globale e la valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile.

Cosa significa educazione alla sostenibilità?

La direzione segnata dall’ONU è stata accolta anche in Italia.

Il Tavolo Agenda 2030: educazione allo sviluppo sostenibile, modelli innovativi di impresa e di consumo, che ha lavorato in occasione della Conferenza Nazionale sull’Educazione Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile (Roma, 22-23 novembre 2016), ha delineato in un documento alcuni tra gli obiettivi strategici che la Scuola deve perseguire nell’area di apprendimento dell’educazione allo sviluppo sostenibile.

  • Rafforzare nei ragazzi il rapporto con l’ambiente, con le risorse e con le diversità naturali e socioculturali del territorio
  • Trasmettere la complessità e l’interdipendenza delle sfide globali per poter agire consapevolmente nella vita quotidiana e promuovere la transizione sostenibile
  • Insegnare a valutare criticamente i comportamenti, individuali e collettivi, e a saper riconoscere le esperienze virtuose e il reale contributo dell’innovazione e della tecnologia

Educare alla sostenibilità significa dunque assumere un’ottica multidisciplinare e globale, che coinvolge il tema della cittadinanza e dei diritti umani, del rispetto dell’ambiente e delle diverse culture.

L’obiettivo è trasmettere competenze e conoscenze trasversali, utili a tutti in quanto persone umane e che tengano conto delle situazioni locali. 

Quali caratteristiche ha e quali competenze trasmette?

Il documento citato delinea inoltre alcuni orientamenti per la Scuola sulla base di un approccio scolastico globale allo sviluppo sostenibile, tenendo conto anche di quanto emerso in ambito internazionale. 

Dal Global Action Programme on Education for Sustainable Development (2015-2019), al lavoro svolto dall’UNESCO nel corso del Decennio mondiale dell’educazione allo sviluppo sostenibile proclamato dall’Assemblea Generale dell’ONU per gli anni 2005-2014 e alla UNESCO Education Strategy 2014-2021. 

Perché l’educazione alla sostenibilità sia per i ragazzi un vettore di sviluppo di competenze disciplinari, personali e sociali ed esprima il suo potere trasformativo e evolutivo deve avere alcune fondamentali caratteristiche.

Tra queste:

Interdisciplinarietà

Lo sviluppo sostenibile non è una disciplina a sé ma deve inserirsi nell’intero programma didattico occupando un’area di apprendimento trasversale

Acquisizione di valori

L’educazione alla sostenibilità dovrebbe puntare a far comprendere alcuni valori incentrati sullo sviluppo sostenibile più che a trasmettere nozioni

Sviluppo del pensiero critico e ricerca della risoluzione dei problemi

I giovani dovrebbero acquisire maggiore consapevolezza di se stessi in relazione allo sviluppo sostenibile e dotarsi degli strumenti per cercare risposte concrete nella propria vita

Molteplicità delle metodologie

È necessario utilizzare metodologie didattiche innovative e materiali multimediali, prevedere attività all’aria aperta e interattive 

Decisioni condivise e partecipate

Gli studenti devono essere invitati a partecipare attivamente alla programmazione dell’apprendimento

L’importanza del contesto locale

Un’attenzione particolare va riservata alle problematiche locali affinché siano utili anche alla comprensioni di questioni globali

Un Piano per l’Educazione alla Sostenibilità

Questa stessa visione complessa e sistemica è alla base anche del Piano per l’Educazione alla Sostenibilità del Ministero dell’Istruzione, che nel 2017 ha tradotto gli obiettivi indicati dall’Agenda 2030 dell’ONU in 20 azioni concrete.

Le azioni sono state raggruppate in 4 macro aree: 

  1. Edilizia e ambienti | Strutture e personale del Ministero dell’Istruzione
  2. Didattica e formazione dei docenti
  3. Università e ricerca
  4. Informazione e comunicazione

Le Linee guida per l’Educazione civica: Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale

Più di recente, il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle scuole le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica che dall’anno scolastico 2020/2021 è obbligatoria, invitandole ad aggiornare i curricoli di istituto e l’attività di programmazione didattica nel primo e secondo ciclo di istruzione.

Come previsto dalla legge 92 del 20 agosto 2019, al curricolo di educazione civica vanno dedicate almeno 33 ore per ciascun anno di corso, con la previsione di effettuare valutazioni periodiche.

Sono 3 i nuclei tematici ai quali gli insegnanti devono fare riferimento secondo il principio della trasversalità e dell’interdisciplinarietà:

1. Costituzione

Lo studio della nostra Carta e delle principali leggi nazionali e internazionali per conoscere i propri diritti e doveri di cittadini responsabili e attivi

2. Sviluppo Sostenibile

L’educazione ambientale, anche tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, intesa come conoscenza e tutela del patrimonio, del territorio e dei beni comuni, l’educazione alla salute e ai modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone

3. Cittadinanza digitale

L’acquisizione delle competenze e della consapevolezza richieste per utilizzare gli strumenti digitali e per la navigazione in internet in un’ottica di sviluppo del pensiero critico, per individuare possibili rischi e contrastare il linguaggio dell’odio

Il Ministero ha inoltre previsto che l’educazione civica sia introdotta fin dalla scuola dell’infanzia, attraverso la mediazione del gioco e delle attività educative e didattiche per permettere ai bambini di familiarizzare con i concetti alla base del rispetto per tutte le forme di vita e per i beni comuni.

È stata invece rinviata all’anno scolastico 2023/2024 la determinazione dei traguardi di competenza e degli obiettivi specifici di apprendimento dell’educazione civica. 

Fino ad allora la valutazione farà riferimento agli obiettivi/risultati di apprendimento e alle competenze che le scuole adotteranno in autonomia. 

Per supportare i docenti nell’insegnamento trasversale dell’educazione civica, il Ministero ha messo a disposizione un nuovo portale con risorse e materiali utili, risposte a domande frequenti e riferimenti.

La piattaforma è rivolta ai docenti e costituisce uno spazio virtuale dove approfondire concetti e metodologie e, in futuro, individuare buone pratiche sull’insegnamento dell’educazione civica e delle sue diverse componenti.

Approfondimenti:

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