Parlare Inglese apre le porte del mondo

È tra le lingue più parlate del Pianeta e la più studiata in Europa, Italia inclusa. Ma gli italiani a che punto sono nella conoscenza dell’Inglese? E come sono andati gli studenti alle Prove INVALSI di Inglese?

La conoscenza dell'inglese degli italiani

Il 23 aprile si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Inglese.

È una data speciale perché ricorre il compleanno, ma anche l’anniversario della morte, del più importante scrittore e drammaturgo britannico: William Shakespeare.

L’Inglese, lingua globale

Oltre 1 miliardo di persone parlano Inglese come prima o seconda lingua e centinaia di milioni come terza o quarta.

È come una porta di accesso alla comunicazione planetaria, alle risorse di studio e ricerca mondiali, alle opportunità di lavoro disseminate per il globo.

L’influenza di questo idioma è molto forte anche in Italia, tanto che molti anglicismi sono entrati nell’uso comune della nostra lingua.

Sono inglesi parole che fanno riferimento al mondo digitale e della tecnologia come smartphone, social network, wireless, computer.

Termini molto comuni nel mondo del lavoro come call, workshop, manager, meeting.

Parole comuni della vita quotidiana come shampoo, fan, test, tutor

E anche qualche forzatura che tuttavia troviamo già nei nostri vocabolari come brieffare, formattare, downloadare.

La conoscenza dell’Inglese in Europa

L’Unione Europa promuove l’apprendimento delle lingue e un approccio globale all’insegnamento – basti pensare al Programma Erasmus+ –  invitando formalmente gli Stati membri a intraprendere azioni per migliorare la padronanza delle competenze di base di almeno due lingue straniere fin dall’infanzia.

Dove si imparano le lingue?  

Principalmente a scuola e nelle altre istituzioni educative.

Secondo i dati EUROSTAT del 2017, l’Inglese è la lingua più studiata in Europa: il 94,7% degli studenti di scuola secondaria superiore la apprende.

In Italia, l’Inglese è studiato dal 96% degli alunni della primaria e da quasi tutti gli studenti delle scuole medie.

E si studia anche alle superiori: lo fa il 94,4% dei ragazzi.

Da un’analisi dell’English Proficiency Index di Education First, l’indice che analizza ogni anno oltre 2 milioni di adulti non madrelingua in più di 100 paesi, la conoscenza dell’Inglese è in crescita nell’Unione Europea.

Tuttavia, l’Italia è tra gli Stati membri con competenze non ancora soddisfacenti.

Nella classifica citata, il nostro paese occupa la posizione 36, con un punteggio di 55,31.

Il livello di conoscenza di questa lingua da parte degli italiani è quindi intermedio, non sufficiente ad esempio per vedere una serie tv, sostenere una conversazione nel mondo del lavoro o leggere un giornale in Inglese.

Ai primi posti della classifica ci sono i paesi del Nord Europa: Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, e Danimarca. 

Va bene la Germania, che occupa il decimo posto della classifica. Ma Francia, Spagna e Italia sono tutte a un livello intermedio, anche se la Francia è l’unica ad avere registrato miglioramenti rispetto ai precedenti rapporti. 

Perché è importante recuperare questo gap?

Comunicare in Inglese non solo apre prospettive relazionali e di conoscenza senza confini territoriali, ma – come emerge dallo studio di Education First – esistono correlazioni tra la conoscenza della lingua Inglese e il livello di innovazione e ricerca espresse in un Paese.

Come siamo andati nelle Prove INVALSI 2019 di Inglese

Alla luce dell’importanza dell’apprendimento delle lingue, dal 2018 le Prove INVALSI misurano anche le competenze di lettura e ascolto acquisite in Inglese.

Sono quindi una misura del raggiungimento dei livelli di apprendimento previsti dal QCER – Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue degli studenti italiani. 

Le Linee guida del Ministero dell’Istruzione indicano che, al termine della scuola superiore, gli allievi debbano raggiungere il livello B2 del QCER, sia per la lettura sia per l’ascolto.

Quanti studenti erano a questo livello nel 2019?

Più della metà per il reading, ma solo 1 studente su 3 per la parte di listening, come emerge dai risultati restituiti dalle Prove INVALSI nel 2019, che per la prima volta hanno misurato le competenze nella lingua Inglese in quinta superiore.

Risultati INVALSI 2019 inglese grado 13

I Licei vanno meglio dei Tecnici e dei Professionali

Scopriamo qualcosa in più se guardiamo questi dati dal punto di vista delle categorie che li compongono:

  • studenti dei Licei
  • studenti degli Istituti Tecnici
  • studenti degli Istituti Professionali

Il divario nella percentuale di studenti al livello B2 nella lettura dell’Inglese tra Licei (75,2%) e Istituti Professionali (17,5%) è notevole ed è rilevante anche rispetto agli Istituti Tecnici (43,7%).

Lo stesso andamento si riscontra nei livelli raggiunti nella Prova di reading. 

Esiste ancora un divario Nord – Sud…

Un altro  divario rilevante evidenziato dai Risultati del 2019 è relativo alle differenze regionali.

Il divario Nord – Sud nella conoscenza dell’Inglese è particolarmente evidente al grado 13, ma esiste già anche nei risultati di Inglese del grado 8 e del grado 5.

La conoscenza dell'inglese degli italiani
Guarda l’infografica completa

Le Linee guida del Ministero dell’Istruzione indicano che gli studenti di terza media debbano raggiungere il livello A2 in Inglese sia per la lettura sia per l’ascolto

Nella Macro Area Nord-Ovest e Nord-Est, quasi 8 studenti su 10 centrano l’obiettivo indicato dal Ministero nella Prova di reading e 7 su 10 nella Prova di listening.
Nella Macro Regione Sud e Isole, invece, solo 6 studenti su 10 arrivano al livello A2 nella Prova di reading e meno di 4 studenti su 10 nel listening.

È la Valle d’Aosta (81%) la Regione con la percentuale più alta di studenti al livello A2 nella Prova di ascolto mentre la Sicilia ha la percentuale più bassa (37%). 

Nella Prova di lettura, si distingue il Friuli-Venezia Giulia come prima regione per percentuale di alunni al livello A2 (89%), mentre la Regione con la minore quota di alunni che raggiungono il traguardo è ancora la Sicilia (60%).

… ma il Sud sta migliorando

Sui risultati degli studenti di terza media è possibile anche un’analisi dei trend, essendo stati restituiti anche nelle precedenti Prove INVALSI del 2018. 

La buona notizia?

Le Regioni del Sud sono quelle che hanno restituito i miglioramenti netti più alti se mettiamo a confronto i risultati delle Prove INVALSI del 2018 con quelli del 2019.

Risultati INVALSI inglese grado 8 differenze tra 2018 e 2019

Se nel 2018 in Basilicata la percentuale di studenti che raggiungeva il livello A2 era del 36,5% nel listening e del 60,4% nel reading, nel 2019 diventano rispettivamente del 44,8% e del 74,9%.

In Calabria si passa dal 27,3% al 38,7% per l’ascolto e dal 50,6% al 60,6% per Inglese-lettura.

Nel 2019 in Puglia sono al livello A2 il 48,6% degli studenti della terza media, erano il 39,1% l’anno precedente.

Va meglio anche in Campania: nell’Inglese-ascolto erano A2 nel 2018 solo il 34,2% degli allievi, nel 2019 sono invece il 41,4% e per Inglese-lettura si è passati dal 57,1% al 66,3%.

Perché queste variazioni sono importanti? 

Individuano un trend positivo, nonostante i numeri assoluti siano ancora sotto la media nazionale.

Inoltre, evidenziano il ruolo della Scuola e della valorizzazione delle buone pratiche nel promuovere, in ogni studente, il raggiungimento dei livelli di competenza di Inglese previsti per il suo grado scolastico.

Un obiettivo che può aprire le porte del mondo dei nostri ragazzi.

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