Dipendenza da Internet. Un fenomeno con tanti volti

Un fenomeno del quale si parla molto e che spesso preoccupa è quello della Dipendenza da Internet. Ma di cosa si tratta? Non è semplice dare una risposta univoca a un problema amplissimo, le cui molteplici facce si ritrovano sotto l’acronimo IAD, Internet Addiction Disorder.

In realtà quando parliamo di Dipendenza da Internet facciamo riferimento a un universo di condotte anche molto diverse tra loro, che vanno dallo shopping compulsivo alla dipendenza dal sesso virtuale, dal gioco d’azzardo a un uso eccessivo di videogiochi o anche a un rapporto malsano con le relazioni virtuali.

Un accordo c’è sulla definizione e vede la Dipendenza da Internet come qualsiasi comportamento compulsivo correlato alla rete, che provoca difficoltà nello svolgimento dell’attività quotidiana, sia lavorativa sia scolastica, come anche nei rapporti affettivi. In pratica tutte quelle difficoltà che interferiscono con lo svolgimento della vita normale quotidiana.

Tuttavia, di tutte queste possibili forme di dipendenza il sistema di classificazione delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ICD-11 (International Classification of Diseases) include solo il gaming disorder, cioè il gioco d’azzardo.

L’attenzione verso altre forme è però sempre più alta, soprattutto sulle dipendenze da relazioni virtuali, da eccessive informazioni, dai social network e il cybersesso.

Gli effetti dell’IAD

Una distinzione che è sicuramente opportuno fare è quella tra dipendenza e uso eccessivo di Internet, che è comunque un segnale di allarme da non sottovalutare per prevenire l’insorgere di una patologia.

Gli alert ai quali fare attenzione sono chiaramente indicati dall’Istituto Superiore di Sanità ed è importante conoscerli per saperli individuare.

Vi sono segnali che è più facile riconoscere, perché hanno manifestazioni più evidenti, come ad esempio il bisogno di trascorrere più tempo online, l’utilizzo di Internet per periodi di tempo più lunghi del previsto mettendo a rischio cose importanti come un lavoro o una relazione, mentire sulla quantità di tempo che si trascorre in rete.

A questi segnali se ne possono aggiungere altri, come l’incapacità di completare attività importanti poiché il proprio tempo è fagocitato dall’online, l’isolamento crescente, la perdita di piacere a compiere altre attività e del senso del tempo quando si utilizza Internet.

Sotto i 18 anni non si fa diagnosi di dipendenza […] perché dare un’etichetta di dipendenza è pericoloso: si rischia che il ragazzo o la ragazza si cristallizzi all’interno di questa diagnosi […] mentre in età evolutiva non è detto che una fase di malessere permanga.

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Segnali di rischio IAD tra i giovani

I comportamenti potenzialmente pericolosi, con uso di Internet protratto per tempi lunghi durante una giornata, sono più presenti tra i giovani rispetto alla popolazione adulta, con profili di rischio diversi tra maschi e femmine.

Tra le ragazze le condotte disfunzionali più diffuse sono infatti la social media addiction e la food addiction.

Fonte: Tempi Digitali

I maschi invece sono maggiormente interessati dalla dipendenza da videogiochi.

Fonte: Tempi Digitali

Le ore di permanenza in rete, tuttavia, non sono il solo indicatore al quale fare attenzione per predire o constatare una disfunzionalità nell’uso di Internet.

Le attività quotidiane, di studio o di lavoro, nella realtà attuale sono spesso legate all’uso della rete e quindi richiedono una permanenza anche prolungata davanti allo schermo.

Lo sbilanciamento verso una dipendenza è indicato, oltre che dal tempo, anche da altri segnali, meno immediati da cogliere ma forse per questo più insidiosi. Sono fattori che appartengono alla sfera emotiva:

  • senso di colpa
  • ansia
  • sbalzi di umore
  • paura
  • sensazione di solitudine
  • euforia quando si usa il computer
Fonte: Tempi Digitali
Fonte: Tempi Digitali

La correlazione della dipendenza tecnologica nei giovani con un peggioramento del rendimento scolastico e della qualità del sonno, come anche con un significativo aumento dell’ansia sociale, della depressione e dell’impulsività è piuttosto evidente.

Si tratta di fattori che impattano sulla qualità della vita personale e sociale e che, anche se in misura diversa, sono presenti in tutte le regioni del nostro Paese.

Fonte: Tempi Digitali

I volti nuovi delle dipendenze da Internet

Ma l’AID non è solo multiforme, è anche un fenomeno in continua trasformazione.

Un’altra forma di dipendenza da Internet la cui diffusione è in ascesa è il Fear Of Missing Out, sintetizzato nell’acronimo FOMO, che indica la paura di essere esclusi, il timore di perdere la possibilità di partecipare a un’esperienza piacevole che coinvolge conoscenti o amici.

È un fenomeno sociale che riguarda in modo particolare adolescenti e giovani adulti, cioè la fascia di età compresa tra 15 e 24 anni, e che sembra colpire molto di più i maschi.

Gli elementi che caratterizzano le FOMO sono principalmente due:

  • l’ansia circa la possibilità che gli altri possano avere esperienze piacevoli a cui la persona non può partecipare
  • il desiderio di essere costantemente in contatto con gli altri tramite i social network controllando compulsivamente i social e le notifiche

Cercare soluzioni a problemi così profondi è molto impegnativo e i dati che gli studi in merito ci mettono a disposizione ci possono a volte spaventare.

Quando questo accade ci si rifugia nella ricerca della strada facile, spesso espressa nella forma di sanzione.

Ma il dato è altro. È lo strumento per conoscere i fenomeni problematici intorno a noi e per riconoscerli a loro insorgere.

E questo riconoscimento prelude a due cose essenziali: la consapevolezza che il problema esiste ed è concreto; la possibilità di fare prevenzione o di intervenire prima che i segnali di allarme diventino una dolorosa realtà.

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