Il segreto (statistico) sui risultati delle Prove INVALSI

Chi può conoscere i risultati delle Prove INVALSI? Quale utilizzo si può fare dei dati? Come viene tutelata la privacy degli studenti?

Il rispetto della riservatezza degli studenti che partecipano alle rilevazioni annuali è per l’INVALSI un impegno imprescindibile.

Ma non è soltanto una questione di buonsenso. L’Istituto fa parte del SISTAN – Sistema Statistico Nazionale, la rete di soggetti pubblici e privati che fornisce al nostro Paese e agli organismi internazionali l’informazione statistica ufficiale, per effetto del D. P. C. M. del 20/04/2016.

Di conseguenza l’INVALSI, oltre a dover essere conforme al recente Regolamento Europeo sulla Privacy, è tenuto per legge a rispettare il segreto statistico sui dati raccolti in occasione delle proprie rilevazioni ai sensi degli articoli 9 e 6-bis del D. Lgs. n. 322/89.

L’articolo 9 in particolare dice che

i dati raccolti non possono essere esternati se non in forma aggregata, in modo che non se ne possa trarre alcun riferimento relativamente a persone identificabili, e possono essere utilizzati solo per scopi statistici

e che

non possono essere comunicati o diffusi se non in forma aggregata e secondo modalità che rendano non identificabili gli interessati ad alcun soggetto esterno, pubblico o privato, né ad alcun ufficio della pubblica amministrazione.

Quindi i dati delle Prove INVALSI sono trattati nel rispetto delle leggi che tutelano la privacy a livello italiano ed europeo. Questo significa che sono raccolti, elaborati e conservati preservando l’anonimato e la riservatezza di tutti i partecipanti alle rilevazioni nazionali.

Le modalità di trattamento vengono comunque comunicate ogni anno dall’Istituto, prima della somministrazione delle Prove, mediante un’informativa sulla privacy che viene consegnata a tutti i partecipanti.

Chi può accedere, e come, ai dati INVALSI

I risultati delle Prove INVALSI interessano in misura diversa e per differenti finalità un pubblico ampio e variegato. Vengono rilasciati – alla scuola, agli alunni e ai ricercatori – in una maniera che renda compatibili le finalità informative o di ricerca con la tutela della riservatezza dei partecipanti.

Ad esempio, agli studenti del grado 13 vengono rilasciate individualmente le certificazioni dei livelli di competenze conseguiti. Invece al grande pubblico viene restituito il quadro complessivo basato sull’indagine campionaria, mediante il Rapporto nazionale sulle Prove.

Vediamo nel dettaglio i vari livelli di restituzione dei dati INVALSI.

Gli studenti

Le Prove INVALSI non valutano gli studenti come fanno gli insegnanti, ma esaminano i loro esiti di apprendimento e lo stato di salute del sistema scolastico. I risultati non vengono restituiti quindi ai singoli alunni, con l’eccezione delle classi terminali dei due cicli d’istruzione, ovvero la terza media e la quinta superiore, che li ricevono in forma di livelli.

Coloro che sostengono l’esame di Stato li ricevono poiché è previsto dal Decreto Legislativo 62 del 2017. I ragazzi del grado 13 possono scaricarli autonomamente, in quanto maggiorenni, dall’area riservata sul sito invalsi.it nel periodo successivo all’esame di Stato.

In seguito, se non hanno scaricato la certificazione in tempo utile possono farne richiesta alla segreteria del proprio istituto, che la scaricherà per loro dal sistemaSIDI del MIUR. Anche agli alunni del grado 8 i risultati vengono restituiti attraverso la scuola.

La scuola

Solitamente il mondo della scuola riceve i risultati del proprio istituto all’inizio dell’anno scolastico successivo alla somministrazione.

I dati sono accessibili al Dirigente scolastico e al Referente per la Valutazione. I docenti possono avere un accesso parziale, sempre per la tutela dei dati sensibili degli studenti partecipanti.

Maggiori informazioni sulle tipologie di accesso sono nell’articolo dedicato.

La società

Tutti coloro che sono interessati ai risultati delle rilevazioni nazionali possono usufruire della panoramica offerta dal Rapporto annuale INVALSI, un’istantanea della scuola italiana che viene scattata ogni anno grazie all’indagine su un campione e che viene messa a disposizione delle scuole, delle famiglie, delle autorità politiche, dei media.

Il Rapporto racconta i risultati in Italiano, Matematica e Inglese dei nostri studenti non solo a livello nazionale ma anche regionale e per macroarea territoriale. Nelle sue pagine troviamo anche una serie di approfondimenti su altri temi di grande interesse per il nostro sistema scolastico e più in generale per il nostro Paese: equità, differenze di genere, influenza dei fattori sociali, culturali ed economici, immigrati.

I ricercatori

I dati INVALSI ci forniscono molte informazioni sul sistema scolastico e il loro utilizzo per finalità di ricerca può essere il punto di partenza per nuove riflessioni e analisi sempre più approfondite.

L’INVALSI può usare i risultati delle rilevazioni per le proprie attività di ricerca o comunicarli ad altri soggetti che ne facciano richiesta per contribuire a indagini scientifiche. I dati restano comunque anonimi in quanto a ogni istituto e a ciascuno studente viene attribuito un codice: INVALSI infatti non possiede i nominativi degli studenti.

Le banche dati INVALSI sono rese disponibili esclusivamente a soggetti appartenenti a Università o Istituti o Enti di ricerca a cui si applica il Codice di deontologia per i trattamenti statistici effettuati al di fuori del Sistan o ad altri soggetti in possesso dei requisiti richiesti da Eurostat ai fini della fornitura di file di microdati di cui al Regolamento CE n. 557/2013.

® INVALSI – Via Ippolito Nievo, 35 – 00153 ROMA – tel. 06 941851 – fax 06 94185215 – c.f. 92000450582 | CookiesPrivacy PolicyPhoto Credits

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