A scuola di digitale, tra sfide e opportunità

Era il 2006 quando l’Unione Europea inserì nelle otto competenze fondamentali del Lifelong Learning Programme la Competenza digitale, rilevando la necessità di adottare pratiche educative finalizzate all’uso consapevole delle nuove tecnologie.

A scuola di digitale, tra sfide e opportunità

Una sfida finora raccolta da tutti i Paesi dell’Unione europea, che hanno avviato ricerche e lavorato per la costruzione di una visione sostenibile della Scuola, in grado di dare il giusto spazio e la giusta valorizzazione al digitale. Ciò significa non limitarsi all’introduzione delle tecnologie, ma aprirsi all’accoglienza di nuovi paradigmi educativi.

Fonte: Eurydice – Inclusione di competenze digitali specifiche degli insegnanti in normative/raccomandazioni di livello superiore sulla formazione iniziale degli insegnanti o in quadri di riferimento sulle competenze degli insegnanti, istruzione primaria e secondaria generale (ISCED 1-3), 2018/19

Trasformazione digitale e pandemia

La società, l’economia, il lavoro, l’ambiente, la scuola, le interazioni sociali: tutti gli aspetti della nostra vita sono ormai fortemente legati alla veloce trasformazione digitale, che ha avuto un impulso ancora più vigoroso in occasione della pandemia di Covid-19.

La pandemia ha fatto emergere la necessità di livelli più elevati di capacità digitale nell’istruzione e nella formazione, ma ha anche amplificato una serie di sfide e disuguaglianze esistenti tra chi ha accesso alle tecnologie digitali e chi ne è privo, compresi quanti provengono da contesti svantaggiati.

Piano d’azione per l’istruzione digitale 2021-2027

Inoltre, il periodo di lockdown ha messo in luce una serie di sfide per i sistemi di istruzione e formazione, connesse alle capacità digitali degli istituti scolastici, ai livelli generali di abilità e competenze digitali e alla formazione degli insegnanti.

Il benessere digitale a scuola

Molto interessanti, a questo proposito, i dati di uno studio OCSE del 2018, che ha rilevato come meno del 40% dei docenti in Europa si senta pronto a utilizzare le tecnologie digitali nell’insegnamento.

Proprio per supportare l’integrazione dei media nel sistema educativo e per strutturare una strategia complessiva di innovazione della scuola, nel 2015, in Italia, è stato lanciato il Piano Nazionale per la Scuola Digitale.

Nel piano di sviluppo, le tecnologie sono contemplate come abilitanti, ordinarie, quotidiane, al servizio dell’attività scolastica. Tuttavia non sempre il rapporto con queste è virtuoso, soprattutto da parte degli studenti.

Il ‘benessere digitale’ a scuola
Fonte: Il test Fastweb-Bicocca. La costruzione e la validazione di uno strumento per la valutazione della competenza digitale

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori di Sociologia e Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca su un campione di classi della Scuola secondaria di secondo grado ha reso evidente come ci sia,  da parte degli studenti, un uso pervasivo dei media digitali. In particolare,

  • oltre il 25% fa uso dello smartphone durante la notte
  • il 35% appena sveglio
  • il 50% ne fa un uso frequente durante lo svolgimento dei compiti
  • il 60% durante attività ludiche. Il 29% degli studenti del campione analizzato può essere classificato come a rischio di uso problematico dello smartphone, una criticità che che sembra colpire maggiormente le ragazze.

La questione dell’equità

Oltre all’utilizzo non adeguato dei media da parte degli allievi, sul fronte delle competenze digitali emerge un’altra criticità: il ruolo discriminante del contesto socio-economico-culturale delle famiglie d’origine. 

Secondo l’Eurostat (2019), un quarto delle famiglie a basso reddito oggi non dispone di computer e dell’accesso alla banda larga, con forti differenze all’interno dell’UE in relazione al reddito familiare.

Nella ricerca della Bicocca, lo sviluppo delle digital skill ha visto favoriti gli studenti provenienti da famiglie con genitori laureati, che hanno completato il 63,7% del test, mentre gli studenti con genitori meno istruiti (al massimo licenza media) finalizzano correttamente il 59,1% del test.

La scuola digitale di domani

I numeri dimostrano come il cammino verso il benessere digitale e verso l’adeguamento sostenibile ed efficace dei sistemi di istruzione e formazione sia ancora lungo e ricco di sfide. 

Le evidenze delle ricerche hanno reso evidente l’urgenza di attivare politiche dedicate all’integrazione dei nuovi media nella scuola.

Occorre pensare ad azioni interconnesse che non riguardino solo l’introduzione delle tecnologie nella didattica e la relativa formazione tecnica, ma contemplino anche lo sviluppo della capacità critica e riflessiva nei confronti del loro utilizzo, così come la trasformazione contestuale dell’ambiente di apprendimento.

Classi, laboratori, spazi collettivi e individuali: la Scuola del prossimo futuro prevederà un’integrazione in tutti gli ambienti scolastici dei media e delle tecnologie, che diventeranno abilitanti, inclusive e al servizio dell’attività scolastica, per la formazione e l’apprendimento, ma anche la generazione di nuovi linguaggi, di inedite opportunità di confronto e crescita e di nuovi modi di organizzazione del pensiero.

Perché tante e diverse sono le potenzialità educative degli ambienti virtuali: 

Riorganizzare ed ampliare le interazioni sociali e la collaborazione, nonché aumentare il coinvolgimento e la motivazione attraverso la partecipazione; forniscono inoltre occasione di sperimentazione creativa e permettono di attivare ogni tipo di simulazione, anche quelle non praticabili in contesti reali.


De Freitas, S., & Veletsianos, G. 2010
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