La buona partenza delle Prove di Inglese

Come se la caveranno i miei ragazzi alla prima valutazione nazionale? Moltissimi insegnanti si sono posti questa domanda alla vigilia delle prime Prove INVALSI di Inglese, affrontate dagli studenti della quinta primaria e della terza secondaria di primo grado nell’anno scolastico 2017-2018. Ma, dopo la pubblicazione dei risultati, avranno tirato un sospiro di sollievo.

I dati del Rapporto INVALSI 2018 restituiscono infatti un’immagine complessivamente positiva degli esiti raggiunti.

La maggior parte dei nostri studenti raggiunge livelli di competenza previsti dal Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue – il QCER – soprattutto nella prova di lettura.

Una forbice che si allarga con l’età

Il miglior risultato nelle rilevazioni nazionali lo ha ottenuto la scuola primaria, che riesce a portare la grande maggioranza dei suoi allievi al livello previsto dalle Indicazioni nazionali, cioè l’A1 in entrambe le prove, e senza particolari differenze regionali.

Secondo i criteri definiti nel QCER questo significa che l’allievo è in grado di comprendere testi molto brevi e semplici […] cogliendo nomi conosciuti, parole e frasi elementari di uso comune e di seguire un discorso molto lento e ben articolato cogliendone il significato.

Anche nella scuola secondaria di primo grado si conferma la maggiore capacità di comprendere meglio ciò che si legge rispetto a quello che si ascolta.

Ma i risultati sono meno positivi di quelli conseguiti nella scuola primaria. Se da un lato tre alunni su quattro raggiungono il livello previsto dalle Indicazioni nazionali, cioè l’A2, nella prova di lettura, soltanto la metà riesce a raggiungere lo stesso livello in quella di ascolto, nella quale si registra anche una maggiore variabilità tra regioni.

Per questo ciclo di studi l’obiettivo da raggiungere per la lettura dovrebbe essere quello di comprendere testi brevi e semplici che contengono il lessico di maggior frequenza, compreso un certo numero di termini conosciuti e usati a livello internazionale; per l’ascolto,comprendere frasi ed espressioni relative ad ambiti d’immediata rilevanza […] se enunciate in modo chiaro ed articolate lentamente.

A partire da quest’anno scolastico anche i maturandi hanno sostenuto la Prova di Inglese. L’obiettivo da raggiungere è il livello B2 previsto dal QCER. La descrizione dei livelli di apprendimento per questo grado scolastico è disponibile sul sito INVALSI, sia nella forma sintetica sia in quella analitica.

La lettura è andata meglio dell’ascolto

Gli allievi della scuola primaria sono andati meglio nella prova di lettura rispetto a quella di ascolto.

I livelli di competenza nella scuola primaria, grado 5, per macroarea geografica.

Nella prova di lettura, più del 90% degli studenti raggiunge il livello A1 in quasi tutte le regioni, ad eccezione di Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, che si fermano all’88%.

Nella prova di ascolto, invece, la percentuale di allievi che raggiunge il livello A1 è più bassa in tutte le macroaree geografiche. Nelle zone settentrionali e centrali infatti la percentuale di studenti che raggiunge il livello A1 in questa prova è dell’80%, mentre in quelle meridionali e insulari scende fino al 70%.

La zona con gli esiti di apprendimento migliori in entrambe le prove è stata la provincia di Trento, seguita da quella di Bolzano nella prova di ascolto e dalla regione Veneto in quella di lettura.

Anche alcune regioni del Centro hanno ottenuto ottimi risultati, in particolare la Toscana e l’Umbria con il 95% degli allievi al livello A1 nella prova di lettura.

Nella scuola secondaria di primo grado la maggiore variabilità tra aree geografiche si riscontra nella prova di ascolto: le regioni settentrionali ottengono la percentuale più alta con il 70% degli allievi al livello A2, seguite dal Centro con il 62%; le regioni del Sud e Sud Isole, invece, riescono a portare poco più del 30% degli allievi a questo livello di competenza, rispettivamente 38% e 32%.

I livelli di competenza nella scuola secondaria di I grado, grado 8, per macroarea geografica.

È diverso invece il risultato nella prova di lettura, in cui più della metà degli allievi in ciascuna macroarea geografica risulta possedere un livello di competenza A2. Le distanze regionali nella prova di reading tuttavia restano evidenti.

Si discostano dal quadro generale le province di Bolzano e di Trento e il Friuli-Venezia Giulia, dove si registrano i risultati migliori in entrambe le prove, ascolto e lettura.

Ma non è tutto…

I dati del Rapporto 2018 evidenziano anche altri aspetti interessanti, come quelli legati al genere.

Gli esiti raggiunti dai maschi e dalle femmine mostrano come le femmine superino i loro coetanei maschi in entrambe le Prove di Inglese per tutti i gradi scolastici e come tale distacco non solo si mantenga ma aumenti con l’avanzare nel percorso d’istruzione.

Anche i risultati degli allievi immigrati evidenziano differenze sia con studenti italiani sia tra studenti di prima e seconda generazione.

Se in generale i risultati degli studenti italiani e quelli degli immigrati sono simili, in alcune regioni tuttavia nella prova di ascolto gli stranieri della seconda generazione vanno meglio sia degli immigrati di prima generazione sia degli italiani.

In particolare gli stranieri della scuola primaria – ovvero del grado 5 – superano di poco gli italiani nell’ascolto, ma non nella lettura. Nel ciclo scolastico successivo, ossia nella scuola secondaria di primo grado, in generale i risultati degli stranieri sono migliori anche nella lettura, oltre che nell’ascolto.

Occorre però notare che se si osservano i risultati a livello di macroaree geografiche l’immagine cambia.  Nelle aree settentrionali e centrali, dove gli esiti di apprendimento degli studenti italiani sono migliori rispetto alle regioni meridionali, gli alunni autoctoni mantengono un vantaggio, sia pure modesto, rispetto agli stranieri in entrambe le Prove di Inglese.

Sempre più dati

Man mano che si andrà avanti con le rilevazioni annuali, si avranno sempre più dati e sarà possibile restituire alle scuole informazioni necessarie per comprendere se le cose stanno andando bene o se invece ci sono miglioramenti da apportare. Non solo.

Si potrà monitorare l’andamento nel tempo delle competenze di Inglese ma sarà possibile restituire alle scuole anche informazioni preziose relative al valore aggiunto.

Ciò significa poter stimare il contributo che ciascuna scuola dà ai propri studenti per accrescere la competenza di lettura e ascolto, indipendentemente dall’effetto di tutti quei fattori che esulano dal controllo dell’istituto, come la preparazione iniziale e il contesto socio-economico degli allievi.


Approfondimenti

Foto in alto di: Remo Casilli
Grafici tratti da: Rapporto INVALSI 2018

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