Come misurare il bagaglio a mano lessicale

Quando parliamo con qualcuno scegliamo spontaneamente le parole che usiamo tra un insieme di vocaboli costruito negli anni attraverso la lettura, lo studio, ma anche attraverso le esperienze o l’interazione sociale. Questo lessico personale cambia sicuramente da persona a persona.

Classe di alunni

Ma esiste un terreno comune, un bagaglio di vocaboli che ciascuno di noi dovrebbe conoscere e saper usare per comunicare in modo appropriato.

Il Quadro di Riferimento delle Prove INVALSI di Italiano dall’anno scolastico 2017-2018 ha introdotto nella Prova della terza secondaria di primo grado – la vecchia terza media – una sezione dedicata alla valutazione specifica della padronanza del lessico.
Questa sezione è stata inserita per allinearsi con quanto previsto dalle Indicazioni nazionali e dalle Linee guida del MIUR sulla “acquisizione ed espansione del lessico produttivo e ricettivo” al termine del primo ciclo di istruzione.

La competenza lessicale

Il lessico sembrerebbe più un aspetto legato alla conoscenza che alla competenza, ma la questione è meno semplice di quanto potrebbe apparire.

Innanzitutto, i diversi aspetti relativi alla lingua e agli obiettivi di apprendimento, come ad esempio la comprensione di un testo o la riflessione sulla lingua, interagiscono fortemente e può essere difficile fare una distinzione netta fra loro.

La competenza lessicale, infatti, è indispensabile per comprendere un testo.

Può essere distinta tra implicita – come l’uso spontaneo di scelte lessicali appropriate – ed esplicita, cioè la capacità di analizzare le parole facendo appello alle proprie conoscenze linguistiche: morfologiche, etimologiche, ecc.

Oppure si può fare la differenza tra una dimensione quantitativa – la ricchezza del vocabolario – e una qualitativa, come la capacità di riconoscere il registro o l’accezione di una parola inserita in uno specifico contesto.

Tanti aspetti quindi che vanno ben oltre il numero di parole conosciute e che rendono molto sfaccettata la competenza nella lingua italiana.

Il lessico nei quesiti INVALSI

Un quesito in questa sezione della Prova di Italiano non chiederà una definizione partendo da un vocabolo, ma piuttosto il contrario: chiederà di individuare una parola da una definizione data (esempio 1).

Esempio di domanda
Esempio 1

Sul piano della ricchezza del vocabolario individuale, si potrebbe chiedere di trovare la parola con più di un significato da inserire nelle diverse frasi (esempio 2).

Esempio di domanda
Esempio 2

Sempre per quanto riguarda la dimensione quantitativa, alcuni quesiti potrebbero richiedere di completare una collocazione lessicale scegliendo tra varie alternative (esempio 3).

Esempio di domanda
Esempio 3

Sul piano qualitativo invece, alcuni quesiti possono richiedere di individuare il registro – basso, standard o elevato – o il senso – comune, figurato, specialistico – con cui è usato un termine (esempio 4).

Esempio di domanda
Esempio 4

Ma come si decide quali sono le parole indispensabili?

Si fa principalmente riferimento al Vocabolario di Base della Lingua Italiana di De Mauro, cioè la lista delle circa 7000 parole più diffuse in italiano e note ai parlanti, ma anche al cosiddetto lessico di base, cioè quella fascia intermedia di parole mediamente diffuse che non rientrano né nel Vocabolario di base, né nell’uso colto della lingua italiana.

Recentemente è apparso un aggiornamento della lista con il Nuovo vocabolario di base della lingua italiana, sempre a cura di De Mauro.

Questo aggiornamento sottolinea come la lingua non sia qualcosa di rigido e scolpito nella pietra, ma sia invece mutevole e cambi insieme alla società.


Approfondimenti

Foto in alto di: Francesco Cusenza
Figure tratte da: Quadro di Riferimento delle Prove INVALSI di Italiano

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